Santuario Madonna del Bosco pag 2
Chiese e Musei
La chiesetta dovette essere riaperta e continuò ad essere aperta al pubblico fino al 1741. Ma la sua struttura era ormai troppo precaria e poco stabile per cui subì un furto di oggetti d’oro, ex voti offerti alla Madonna per grazie ricevute, e della piccola campana posta sopra la facciata, che venne abbandonata sotto il paese in Contrada Canale, perché si tramanda che diventava sempre più pesante col passare del tempo, ad opera di ladri forestieri, forse provenienti da Terranova. Si stava preparando il materiale per la ricostruzione di una nuova chiesetta, ma il clero, i giurati e il popolo si fecero convincere dai frati francescani minori ad affidare alla loro Custodia il quadro e tutti i beni appartenenti alla chiesetta per trasportarli nella nuova chiesa che avevano deciso di costruire. Dopo appena dieci anni, però, per l’egoismo e l’arroganza dei frati, richiesero la consegna del quadro e dei beni della chiesetta e decisero di ricostruire un santuario dedicato esclusivamente alla loro Patrona, un tempio magnifico aperto alla devozione e alla pietà di tutto il popolo. Tutti contribuirono generosamente con slancio e Spontaneo entusiasmo versando il proprio contributo, trasportando pietra e calce, offrendo giornate di lavoro, impegnandosi a versare anche una quota annua fissa fino al termine della fabbrica. Il governatore don Giuseppe Iacona, il procuratore della chiesetta don Giuseppe Mauro e i giurati si accordarono sulla scelta dell’architetto sul disegno della chiesa e contemporaneamente furono stanziate alcune somme quale contributo dell’università. Fino a poco tempo fa due eremiti custodivano la chiesa, tenevano accesa una lampada davanti l’altare, vestivano una tunica di panno marrone, tenevano una zucchetta in testa e a turno andavano in giro per le vie del paese facendo baciare la figurina della Madonna e chiedendo l’elemosina per il loro mantenimento. La chiesa venne costruita, con molta probabilità, tra il 1749 e il 1758, quasi sicuramente dallo stesso bravo capomastro Silvestro Gugliara che si ispirò e seguì lo stile architettonico di Rosario Gagliardi nello stesso luogo del ritrovamento della sacra Immagine della Madonna e nello stesso Posto della primitiva chiesetta che venne demolita. La costruzione è un mirabile capolavoro di idraulica, di statica di tecnica costruttiva e rappresenta un’opera veramente geniale ed eccezionale di architettura, per la perizia, l’abilità tecnica e L'intelligenza con cui venne superata la forte irregolarità del terreno e furono raccolte e convogliate le vene d’acqua per prosciugare la terra e dare stabilità alla fabbrica. Ancora oggi, dopo circa due Secoli e mezzo, la chiesa attrae l’attenzione dei tecnici, degli studiosi, dei semplici cittadini e lascia tutti meravigliati per la solidità della costruzione, la genialità con cui è stato risolto il problema della sorgente d’acqua viva che sgorga sotto la chiesa e l’abilità dato all'equilibrio statico del fabbricato in un terreno tanto accidentato con mezzi allora assai limitati. ..continua







