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Masaracchio Tommaso 1
Personaggi






   








Fu la prima vera rivolta del risorgimento e non solo in Italia ma in Europa. Dopo si ribellarono Milano, Venezia, e le Regioni del Centro e del Nord Italiano. Nel marzo 1848, in una storica seduta del Parlamento Siciliano, fu pronunciato il discorso che sanciva la caduta del re di Napoli e la Sicilia fu proclamata Stato Indipendente, senza Re e senza controlli da altri Stati. Il movimento insurrezionale, diretto agli inizi dal La Masa e da Rosolino Pilo, ed in seguito da un comitato generale presieduto da Ruggero Settimo, sconfisse il 24 gennaio le truppe napoletane di Ferdinando II, re del Regno delle Due Sicilie, le quali dopo quattro giorni di resistenza furono costrette ad abbandonare la città. il 28 marzo, dopo il ritiro dall'Isola dei Borboni, si costituiva il Parlamento Siciliano, di cui faceva parte,come deputato, Tommaso Masaracchio che per i suoi atti eroici ebbe la medaglia al valore militare dalla Camera dei Pari Siciliana. Il parlamento, dichiarata decaduta la dinastia borbonica, il 13 aprile 1848 conferisce a Ruggero Settimo la reggenza dell’Isola in qualità di Presidente del Regno. Durante questo periodo, nei vari comuni dell’Isola, si costituisce la Guardia Nazionale, chiamata anche guardia civica, sull'esempio di quella già importata in Sicilia dai Francesi nel 1796: un corpo armato di cittadini reclutato all'interno dei comuni dell’Isola per mantenere l’ordine pubblico e difendere la pubblica libertà, e Tommaso Masaracchio ne diventa capo. Tommaso Masaracchio, nel 1849, fu l’ultimo a rimanere a Palermo per guidare il popolo contro le truppe Borboniche che ripresero Palermo, la Sicilia fu nuovamente occupata, e gli Eroi siciliani furono condannati all'esilio. Tommaso Masaracchio, l’8 giugno 1849, emigrò a Malta dove fece parte del gruppo dei rivoluzionari capeggiati dal messinese Pasquale Calvi, teorico di una società di uomini liberi ed uguali. Calvi e i democratici repubblicani del 1848 dichiaravano che qualsiasi riforma in uno Stato libero e indipendente sarebbe stata vana in una società priva di una sana socializzazione della terra e dei mezzi di produzione. Le tesi dei democratici contrastavano con quella dei mazziniani, dei liberali e dei monarchici. A Malta, tra gli esiliati si costituì il comitato rivoluzionario dei Siciliani, formato da tre correnti di pensiero sulla questione dell’Unità d’Italia. Oltre a quello di Calvi che si batteva per una Sicilia indipendente ma federata, il gruppo dei moderati capeggiato da Ruggero Settimo e il gruppo capeggiato da Emilio Sceberras. Tra i gruppi, queste diversità, in certi momenti fecero vacillare la possibilità di agire contro i Borboni in un nuovo attacco rivoluzionario. Tommaso Masaracchio, presto fu noto ai capi rivoluzionari in esilio al Nord e all'estero in particolare a Mazzini. Nel 1850 a Londra Giuseppe Mazzini fonda il comitato Nazionale italiano e pubblica il manifesto rivolto agli Italiani per la lotta contro lo straniero e per l’Indipendenza, la Libertà e l’Unificazione. continua



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