Chiesa S. Antonio da Padova
Chiese e Musei
CHIESA SANT'ANTONIO DA PADOVA
Cenni storici
Dopo il Restauro ( Prog. Arch. S. Parlagreco)
Una prima testimonianza dell’esistenza della Chiesa di San Antonio di Padova risale agli anni 1817 – 1819 da documenti che fanno risalire la fondazione della Chiesa Sacramentale di Sant'Antonio al 1683. Altri documenti conservati nell'archivio Vescovile di Siracusa datati 18/10/1700 provano la presenza della stessa in quanto il Vescovo di allora Mons. Asdrubale Termini ebbe a visitarla e si lamentò del “puzzo dei cadaveri ivi sepolti” consigliando di provvedere alla lapide che chiude la sepoltura. Questa prima chiesa, nel terremoto del 11/01/1693 (1) subì gravi danni, per cui l’impianto che noi vediamo adesso è quello ricostruito più ampio di quello primiero, ma nello stesso posto, la ricostruzione fu voluta dalla Confraternita di Maria SS.ma della Concezione. Nel 1746, secondo una relazione del Vicario Foraneo di Niscemi al Vescovo di Siracusa, i muri perimetrali erano stati alzati di circa sei metri, e misuravano 103 palmi di lunghezza per 34 di larghezza.
Dagli atti della stessa chiesa si rileva che agli inizi del 1800 la chiesa si andava completando e arricchendo di sacre suppellettili grazie alle elemosine e alle contribuzioni degli stessi confrati. Intorno al 1810 risale l’imponente organo istallato sopra l’architrave (coro) realizzato all'ingresso principale, detto organo costò la somma di 400 onze. Nel 1817 si trova in costruzione l’imponente anche se snello campanile, collocato al lato Nord – Ovest dell’abside, dietro la sagrestia, realizzato in pietra delle cave comunali intagliata e scolpita da scalpellini del luogo, il costo fu di altre 400 onze. Il campanile della Chiesa di Sant'Antonio di Padova è a forma di parallelepipedo con base quadrata ed è il solo esistente a Niscemi, mentre le altre chiese si sono servite del fastigio finale della facciata per ricavarne le campate dove sono collocate le campane. La sera del 20/07/1860 ospitò i soldati della colonna garibaldina comandata da Nino Bixio che passarono da Niscemi e che dormirono su strati di paglia sparsi sul pavimento della chiesa. Nel 1924 – 25 fu incaricato il pittore Giuseppe Barone di Vizzini il quale affrescò la chiesa e la dotò di quadri ad olio e a tempera. continua
Bibliografia:
Relazione tecnica di accompagno al progetto di restauro della chiesa di Sant’Antonio da Padova, dell’Arch. Salvatore Parlagreco.
(1) Daniela Vullo
www.Spazioniscemi.it © Riproduzione riservata






