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Chiesa delle Sante Croci pagina 1
Chiese e Musei








           
PER NON DIMENTICARE












    


Chiesa delle Sante Croci




Nei primi anni del nostro Comune, esisteva nel posto ove era la chiesa delle Sante Croci una rozza cappelletta, senza altare: nello sfondo era dipinto un Crocifisso; sul muro in alto erano piantate tre croci. Al fianco vi era una casupola abitata da un eremita che custodiva quella cappelletta e vi teneva accesa una lampada. Durante il giorno egli andava questuando e narrava al popolo prodigi e miracoli operati da quel Crocifisso. Non v’è dubbio che quella sacra immagine e quelle croci destarono molta devozione nei primi abitanti del Comune; in molti venivano spesso a inginocchiarsi e a pregare avanti la cappelletta. In quei tempi di fede era facile l’esaltazione del sentimento religioso e Questo spesso si manifestava con la costruzione di chiese e cappelle, che il popolo innalzava col lavoro di tutti e con entusiasmo. Così nei primi anni del 1700 fu deciso di costruire una piccola chiesa in quel posto e dedicarla al SS.mo Crocifisso e alle Sante Croci. La costruzione dovette essere compiuta in pochi anni, perché nel 1715 si parla di quella chiesa noviter erepta: ma certo non completamente finita, né aperta al culto. Infatti un atto del 1° Gennaio 1716, stipulato presso il notaro Giuseppe Pennino da Niscemi, ci fa pensare che il sacerdote D. Carmelo Maugeri, per costruire un patrimonio al nipote chierico Francesco Maugeri, fonda una cappellania nella chiesa maggiore di Niscemi e nella “venerabile chiesa delle Sante Croci noviter erecta…e quando sarà benedetta la chiesa delle Sante Croci, dovrà ivi suo nipote celebrare tutti i venerdì per l’anima del fondatore di quella cappellania “. Come nelle altre chiese, si volle che anche questa avesse il suo piccolo cimitero, non sappiamo se sotto il pavimento o di fianco; nel Registro dei morti conservato nella chiesa Madrice troviamo che il 2 maggio 1726 morto il chierico D. Girolamo La Russa fu seppellito nella chiesa.
Sanctorum Crucium
Dopo ciò, per circa un secolo, non abbiamo più alcuna notizia di quella chiesa. Forse in parte crollò per l’affrettata cattiva costruzione; o forse cedette il muro a mezzogiorno costruito sopra un terreno molto scosceso e punto saldo che dovette risentire le scosse del movimento tellurico che nel 1790 sconvolse le terre sottostanti. E’ certo che quella chiesa è abbandonata sin oltre il 1814; e quando si comincia a riaverne notizie, si parla di ricostruzione. E il ricostruttore fu il Notaro D. Malerba. Egli si era molto arricchito conducendo fondi in affitto. Qualche anno prima del 1820 aveva ...continua


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