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Canonico Rosario Disca 1
Personaggi
   
Margherita Branciforte
Duchessa di Mondragone I^ parte

Margherita Branciforte
Duchessa di Mondragone II^ parte






L'eccezionale preparazione gli consenti di ricostruire particolari periodi della nostra storia locale, di tracciare il profilo delle figure più in vista della nostra società, di abbozzare una prima descrizione di confraternite e di chiese, di redigere memorie, note e ricordi che sono tuttora un necessario punto di riferimento per coloro che vogliono approfondire la conoscenza della nostra storia locale, anche se sono rimasti in gran parte ancora inediti. Alla sua versatilità per la ricerca storica attraverso i documenti d'archivio si deve aggiungere una fervida fantasia e una ricca vena narrativa che gli permisero di inserire felicemente i piccoli dettagli archivistici in un quadro di ampio respiro che ricostruisce con eleganza e diletto vasti scorci di vita vissuta, di ambienti sociali e di passioni umane. Come egli stesso scrive, il suo metodo descrittivo «senza alterare la verità storica rende più piacevole la lettura e colma la lacuna di minuti particolari che non possono trovarsi nei documenti». La sua scrupolosità di storico nel descrivere la personalità e il comportamento di Margherita Branciforte, il più possibile aderente ai fatti e alle notizie che circolavano sul suo conto nei vari ambienti sociali del paese, lo spinse ad andare oltre quei limiti del decoro che la chiesa riteneva non dovessero essere oltrepassati da un sacerdote, per cui il vescovo di Piazza Armerina giudica moralmente censurabile la sua realistica ricostruzione storica del personaggio e gli inflisse la punizione della sospensione della celebrazione della messa, dagli altri incarichi ecclesiastici e il ritiro religioso per due mesi. Dedicatosi al sacerdozio, venne nominato il 3 luglio 1921 cappellano e rettore della chiesa Maria Santissima Addolorata, dove svolse un'intensa e fattiva attività culturale e religiosa. Mise in ordine e sistemò con grande perizia e competenza il ricco complesso documentario e la biblioteca di cui la chiesa e la confraternita erano dotate. Questa chiesa è  infatti la sola nel nostro comune che conserva per intero tutta la sua documentazione d'archivio Rilega in tre volumi e ordina in diverse carpette le scritture e i documenti secondo l'ordine cronologico e l'argomento trattato e sistemò i volumi della biblioteca, di cui non pochi di un certo valore culturale. Questo assiduo e faticoso lavoro archivistico gli consentì di conoscere a fondo e di scrivere la storia della confraternita e della chiesa, che purtroppo rimase inedita. Nel 1922 chiese  ed ottenne dal vescovo di Piazza Armerina l'autorizzazione ad erigere nella chiesa dell' Addolorata una cappella dedicata a Nostra Signora di Lourdes, al posto del primitivo altare di Nostra Signora della Mercede il cui culto non era più sentito dai fedeli. continua

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