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Canonico Rosario Disca 2
Personaggi
Ma la cappella venne demolita nel 1990 in seguito ai lavori di restauro della chiesa, perché si  credette  opportuno ripristinare l'antico altare. Nel 1930 fece eseguire alcune opere di ristrutturazione nei locali della sagrestia, negli anni successivi rinnovo il pavimento della chiesa ormai logo­ro, fece decorare la cappella del coro, curò la lavorazione a Catania della magnifica urna del Cristo morto, diede l'incarico di rifare i paramenti sacri ormai sciupati facendovi ripristinare gli originali disegni settecenteschi, le suppellettili e la biancheria di lino con ricchi merletti. Per la sua preparazione culturale, nel 1925, venne assiduamente invitato al Circolo magistrale di lettura a tenere conferenze sulla duchessa di Mondragone, sull'origine e sulla storia di Niscemi, attentamente seguito ed applaudito da insegnanti e intellettuali. Per i suoi meriti culturali venne chiamato a fare parte della Società siciliana di Storia Patria di Palermo e quindi nominato preside del Liceo ginnasio «Agostino Lo Piano» di Niscemi, dove espletò la sua opera educativa e fattiva dal' 1 novembre 1945 al 20 ottobre 1947. II suo impegno e la sua attività religiosa, umana e culturale non vennero mai meno in tutta la sua infaticabile esistenza. Per due legislature consecutive venne eletto consigliere comunale; dal 1905 al 1908 sotto la sindacatura di Giuseppe Antonio Masaracchio e dal 1909 al 1913 sotto quella di Vincenzo Romano. Durante la sua carica amministrativa non si stancò di sollecitare, con impegno e perseveranza, la giunta municipale perché provvedesse a conservare e a non fare disperdere il patrimonio artistico, culturale e religioso dei frati francescani minori riformati pervenuto al nostro comune in seguito all'applicazione delle leggi eversive degli ordini religiosi. In modo particolare si interessò perché non andassero distratti o distrutti i preziosi volumi della biblioteca del convento che irresponsabilmente il sindaco del tempo aveva fatto depositare nei sottotetti del palazzo comunale, dove la polvere e l'umidità li stavano lentamente deteriorando. Un'ulteriore battaglia sostenne durante gli anni della seconda guerra mondiale nei confronti del ministero della guerra per impedire che le campane di bronzo della chiesa Addolorata venissero requisite e fuse per la costruzione di materiale bellico. Egli fece presente che le campane avevano un valore artistico particolare in quanto fuse sul posto e non acquistate in serie, con la partecipazione affettiva e materiale di tutta quanta la popolazione di Ni­scemi, la quale seguiva con interesse la fusione gettando nel crogiolo i propri gioielli d'oro e d'argento che finirono per dare alle campane quel suono squillante ed argentino che li distingue da tutte le altre.
Bibliografia: Angelo Marsiano -Geografia Antropica pagg.219-220-221- Caltanissetta Tip. Lussografica
Scheda ed approfondimenti di  Fernando Preti – spazioniscemi  © Riproduzione riservata

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