Samperi Gaetano Pasquale Maria continua
Personaggi
«poté realizzare, egli afferma, il vanto di infondere il soffio di una nuova vita alle tradizioni dei vecchi stentati studi di diritto, che essa appassionatamente raccolse, svolgendole, perfezionandole, integrandole, e rivelandole all'Europa barbarica, di avere invogliato e attratto il mondo al culto del giure romano; di aver ricercato i vincoli, per cui era legato ad una diversa struttura sociale; di averlo infine imposto come diritto romano».
Il 15 gennaio 1934 gli venne conferito il titolo di Commendatore Mauriziano e il 4 giugno 1936 quello di Grande Ufficiale Mauriziano. Nel 1937 pubblicò presso la prestigiosa casa editrice F. Vallardi diverse opere, approfondendo in parte i temi e i contenuti trattati negli anni precedenti. Il 23 marzo 1940 venne chiamato a rappresentare il P.M. davanti il senato costituito in corte di giustizia. Il 7 aprile 1940 venne collocato a riposo col titolo onorifico di primo presidente della corte di cassazione e il 16 maggio 1940 gli venne conferito il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Corona d’Italia.
Venne considerato sempre come persona dotata di non comune capacità, di carattere integro, di condotta irreprensibile e di grande abilità nell'esercizio delle funzioni giuridiche. Era tenuto in grande considerazione per la sua solida cultura giuridica, per la lodevolissima operosità nel maneggio dell’ufficio, per la condotta esemplare, la modestia di vivere, la bontà d’animo, la rigidità del carattere, il sentimento equanime di giustizia e di rettitudine. Le sue elevate doti giuridiche e la particolare capacità di sapere sintetizzare al massimo le decisioni vennero largamente apprezzate e riconosciute da magistrati e studiosi. Per i suoi meriti di studioso del diritto, per le alte cariche ricoperte nella magistratura e per le prestigiose onorificenze ricevute venne segnalato nel 1939 per la nomina a senatore del Regno.
Quell'anno viene ricordato come l’anno della grande riforma del parlamento italiano operata dal governo fascista. La Camera dei deputati venne soppressa con la legge 19 gennaio 1939, n. 129 e in sua vece venne istituita la Camera dei fasci e delle corporazioni, mentre il senato del Regno rimase immutato svolgendo le mansioni di collaboratore del governo per la formazione delle leggi. In base all'art. 3 dello Statuto fondamentale del Regno del 4 marzo 1848, il senato era composto di membri nominati a vita dal Re, in numero non limitato, aventi l’età di quarant'anni compiuti e scelti in diverse categorie. Samperi venne nominato in base alla categoria VIII, che comprendeva coloro che avevano ricoperto le cariche di primi presidenti e presidenti del magistrato di cassazione e della camera dei conti; è alla categoria XII che comprendeva i consiglieri del magistrato di cassazione e della camera dei conti, dopo cinque anni di funzione.
Col regio decreto 2 marzo 1939, n. 340, venne dichiarata chiusa la XXIX legislatura, che era stata aperta il 28 aprile 1934, ed ebbe inizio la XXX. Nel 1939 vennero nominati 211 senatori designati da Benito Mussolini e confermati dal re mediante decreti reali.
Pasquale Salvatore Samperi venne nominato senatore del Regno con decreto reale emesso in data 23 maggio 1939 su proposta del Duce del Fascismo, capo del governo, sentito il consiglio dei ministri, per le categorie VIII e XII, insieme ad altre otto persone. Il 26 maggio 1939 la commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori convalidò la sua nomina a senatore del Regno e fu ammesso a prestare il giuramento di rito. Il 27 maggio 1939, accompagnato dai senatori D’Amelio e Mormino, venne introdotto in aula, prestò giuramento secondo la formula dell’art. 49 dello Statuto, fu proclamato senatore del Regno ed entrò nell'esercizio delle sue funzioni. Per il senato inizia con la XXX legislatura un nuovo ciclo di attività, esso è chiamato a collaborare col governo nell’alta funzione rispondente alla necessità di una sollecita e cosciente opera di legislazione. Il senato effettua ora solo riunioni, non più sedute o tornate, e lavora in commissioni che hanno in pratica l’onere della funzione legislativa e la collaborazione col governo nell’alta funzione rispondente alla necessità di una sollecita e cosciente opera legislativa. Il fatto nuovo, che deve essere sottolineato nella XXX legislatura, riguarda l’attribuzione del potere deliberante conferito alle commissioni senatoriali. Le commissioni legislative del senato furono nove e i suoi membri variavano da un minimo di trentaquattro ad un massimo di quaran-tacinque. Pasquale Salvatore Samperi fece parte della Commissione legislativa dell’agricoltura che aveva come presidente Prampolini, vice presidente Bonardi e Serpieri e segretari Josa e Pasolini dall’Onda. Mentre il regime fascista si andava sfaldando, le commissioni legislative senatoriali svolgevano un certo lavoro tecnico per la redazione delle leggi, migliore, superiore e più qualificato di quello che era stato fatto nelle legislature precedenti. La XXX legislatura venne chiusa con decreto legge 2 agosto 1943, n. 705, per cui si dichiarò sciolta la Camera dei fasci e delle corporazioni, mentre si congelò, di conseguenza, l’attività del senato, che cessò legalmente di esistere con effetto dal 25 luglio 1946 Pasquale Salvatore Samperi partecipò assiduamente alle riunioni della commissione dell’agricoltura nel 1938, ma saltuariamente a quelle degli anni successivi. Fu relatore dei progetti di legge numero 1732, 1790 e 2021. Il disegno di legge n. 1732 riguardava la «Conversione in legge del regio decreto- legge 16 novembre 1941-XX, n. 1339, concernente il pagamento a carico del bilancio dello Stato di una quota d’integrazione a favore dei produttori delle province di Roma, Littoria, Frosinone e Viterbo per ogni litro di latte alimentare immesso al consumo e destinato all'approvvigionamento dei comuni della provincia di Roma». Il provvedimento dopo una brevissima presentazione, venne approvato nella 28a riunione del 29 gennaio 1942. Il disegno di legge n. 1790 riguardava la «costruzione di abbeveratoi in Sicilia» e si inseriva nella più vasta legislazione riguardante la colonizzazione del latifondo siciliano per provvedere di acqua e rendere vitali le borgate che vi dovevano sorgere e possibile la permanenza delle famiglie coloniche nei poderi. Alla fine della brevissima relazione raccomanda al ministro di distribuire equamente la costruzione dei bevai fra le province della regione, di fare redigere un inventario dei bevai essiccati per cercarli di ravvivare dietro le necessarie ricerche e di rivendicare al demanio statale i bevai usurpati per ignavia delle amministrazioni e degli agricoltori impotenti. Il disegno di legge, dopo una brevissima presentazione, venne approvato nella 28a riunione del 12 marzo 1942. Il disegno di legge n. 2021 riguardava «provvidenze a favore della produzione dell’acido citrico» e venne discusso in assenza del relatore, perché in congedo. La relazione scritta da Samperi venne letta dal segretario della commissione sen. Morisani e gli articoli del disegno di legge furono approvati senza discussione nella 38a riunione del 23 settembre 1942.
Il 16 giugno 1945, in seguito alla costituzione a Niscemi del Comitato di liberazione nazionale, gli venne rilasciato un certificato di buona condotta nel quale si dichiarava che non aveva approfittato del regime fascista e non aveva abusato della sua carica.
Con la fine dell’attività senatoriale cessò la sua partecipazione ai problemi sociali e si ritirò a vita privata dedicandosi esclusivamente alla famiglia e agli studi giuridici.
OPERE
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pagg. 495-
Bibliografia
A. Marsiano, Geografia Antropica, Tipografia Lussografica, Caltanissetta 1995, pagg.249-253
Scheda e ricerche: Fernando Preti