Samperi Gaetano continua
Personaggi
Dopo la smobilitazione, chiese ed ottenne di essere collocato nella posizione ausiliaria speciale che gli consentì di lasciare il servizio attivo, conservando il diritto alle promozioni dei pari grado rimasti nell’esercito. Poté così ottenere tutte le promozioni che gli spettavano fino al grado di maggiore generale medico, pur restando in congedo. Per la promozione a tenente generale però, il ministero della guerra, prima di disporne l’avanzamento, ordinò il suo richiamo in servizio nel periodo aprile-maggio 1938.
Di carattere serio, riflessivo, di modi distinti, di fine educazione, affabile, di parola facile, di ottimi sentimenti militari, affettuoso e coscenzioso, seppe ispirare in tutti simpatia, stima e fiducia. Si distinse per la vastità della cultura, non solo professionale, scrisse numerose e pregevoli opere di oftalmologia, ma anche amministrativa, fu uno dei più preparati e attivi amministratori del nostro comune, per l’orgoglio di sentirsi cittadino niscemese, per la chiarezza delle idee, la fattività, la combattività, le doti organizzative, il carattere morale rigido e l’onestà del comportamento.
Messosi in congedo nel 1920 volle tornare a Niscemi dove iniziò una carriera politico-amministrativa con passione, impegno, competenza e costanza che durò, con brevi interruzioni, per un lungo periodo di tempo che va dal 1920 fino al 1952, occupando la carica di sindaco dal novembre 1920 all’ottobre 1921, di commissario straordinario dall’aprile 1923 al maggio 1925, di podestà dal marzo 1927 al giugno 1934 e infine nuovamente di sindaco democraticamente eletto dall’aprile 1946 al giugno 1952. I primi e più urgenti problemi che dovette affrontare nei periodi successivi alle due guerre mondiali riguardarono la distribuzione dei generi di prima necessità mediante la limitazione dei consumi, il tesseramento di tutta la popolazione e l’istituzione di cucine popolari economiche per sfamare i derelitti e i bambini poveri. Ma la sua maggiore preoccupazione venne rivolta alla soluzione del gravissimo problema dell’approvvigionamento idrico della popolazione e alla realizzazione della rete fognante. Sin dal 1920 si era interessato a sollecitare e a portare avanti la pratica dell’approvvigionamento idrico ottenendo dal ministero dei lavori pubblici nel 1924 la concessione dei 6/14 della sorgente Masciona. Nel 1931, dopo continue e vive insistenze, estenuanti e interminabili pratiche, poterono appaltarsi i lavori per la costruzione della conduttura esterna e del serbatoio, che vennero portati a termine il 24 giugno 1934, giorno in cui divennero operanti le sue dimissioni da podestà. Ritornato nuovamente all’amministrazione comunale nel 1946 in qualità di sindaco, riprese la pratica per il completamento della distribuzione dell’acqua alla popolazione mediante la costruzione della rete idrica nel centro abitato e la conseguente costruzione della rete fognante, lavori che vennero ultimati nel 1950. Si deve alla sua inesauribile attività amministrativa, inoltre, la ricostruzione del belvedere, la sistemazione dei servizi e degli uffici comunali, la costruzione di diverse vie interne dell’abitato, dell’edificio per il poliambulatorio medico, di tre edifici scolastici e la pianificazione e sistemazione del cimitero comunale.
Specialista in oculistica scrisse e pubblicò numerosi saggi scientifici e diversi volumi apprezzati e lodati dagli studiosi della materia e dalla critica ufficiale.
OPERE
-
delinquenza militare e simulazione. Livoro, Debalte, 1911.
-
1916.
-
oculistica, inedito.
-
-
dell’autore, Catania, Edigraf, 1965.
Bibliografia: Angelo Marsiano -
Scheda: Fernando Preti – spazioniscemiweb © Riproduzione riservata



