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Poesie e pensieri di Enzo - Copia
Gocce di cultura
                       

            IL TRAMONTO

           Guardo in su. Osservo.
           La sera è un momento magico.
           Il cielo si colora di porpora.
           Le sfumature continue e impercettibili,
           a  volte spezzate da scie bianche, diritte,
           oblique, lasciate dagli aerei stratosferici,
           mi ricordano l’infanzia, la meraviglia e
           lo stupore con cui dicevo: “il razzo,
           il razzo, lassù…”.
           Adesso vedo il porpora che lascia il posto al
           turchese, un colore così azzurro che non si può
           contemplare neanche tra le più belle delle
           pietre preziose.
           Quel turchese sfuma nel cobalto e
           diventa sempre più intenso via via
           che lo sguardo si dirige a levante.
           Li, come per magia, opera di un mago
           soprannaturale con l’intento di stupire
           gli occhi di chi vede, appaiono sparse le
           stelle, corpi luminosi che come paiette
           brillanti su un vestito blu, si fanno man
           mano più lucenti e più mirabili.
           È la magia del tramonto.
           È un momento, un attimo, che ci avvicina a
           qualcosa, ad un mistero il cui significato
           non si riesce a spiegare con le parole,
           ma solo col la mente e il pensiero.
           È un momento che infonde tanta serenità.
           È un momento che fa scaturire un impalpabile
           brivido che pervade tutto il corpo.
          Voglio vivere la mia vita
          come un tramonto.
          Voglio che la mia vita
          tramonti e risorga ogni giorno,
          per ammirare ogni volta,
          quei colori che riescono
          a darmi la vita.
               E.L.



                                                                              IO SONO                                      7/11/2014

Io sono colui che guarda al di là, dall’alto della sua finestra e vede i monti, la pianura,
il mare e quella linea continua che li delimita dal cielo e non muta mai.
Io sono colui che s’incanta e affascina vedendo il giorno divenire notte e
da ogni tramonto si aspetta un giorno diverso.
Io sono colui che crede in Dio, grande, immenso e infinito come l’universo e
si sente piccolo tra tutte le cose del creato.
Io sono colui che scruta nel cielo buio la stella più luminosa,
pensando che ognuno ne abbia una sin dalla nascita.
Io sono colui che ha sofferto la vita invitando la morte,
scoprendo così la gioia di vivere.
Io sono colui che ha amato amori diversi: per la vita, per la madre, per il padre,
per le sorelle, per la moglie, per la passione, per gli insetti e,
il più grande, per i figli.
Io sono colui che pone mille domande alla vita ed ha ottenuto poche certezze.
Io sono ciò che la vita mi ha donato e vivo in ciò che ho creato.
Io sono colui che non vuole avere un nome, sono polvere pensante e polvere tornerò.
Io sono colui che in questo momento di amarezza
affida il proprio passato al vuoto candido di questa pagina
io sono

Vinny

LA NATURA E NOI                                             07-03-2004

Penso all’uomo senza tempo, ai colori dei fiori, al silenzio della montagna, ai canti degli animali…
penso al volo di un gabbiano, alla luce dell’altezza d’animo che raggiungiamo poche volte nella vita.
La conoscenza del mondo come fine per la ricerca interiore?
Siamo fatti degli stessi atomi dei fiori, delle montagne, dei tramonti, della Luna e del Sole,
forse per questo nell’analisi interiore siamo attratti da queste cose e ci avviciniamo ad esse.
Sono dentro di noi, occorre solo vederli, ma non bastano gli occhi, questi da soli non distinguerebbero
un tramonto da un altro o il verde di un paesaggio da quello di un quadro.
Non basta aprire gli occhi per vedere, occorre amare e saper leggere col cuore ciò che gli occhi vedono.
Il nostro corpo possiede tante vie per percepire ciò che è fuori e quanto è dentro in noi stessi.
Abbiamo i sensi, ma da soli sono vettori di stimoli che senza la mente rimarrebbero tali senza mai divenire emozioni,
sensazioni, gioia, dolore…
La mente senza il cuore non potrà percepire il significato del creato e metteremo sempre noi stessi al sopra di tutti.
Mi chiedo se sono solo in questo mondo. La nostra vita, che tanto ci preoccupiamo di allungare, quale “alto” scopo ha?
Ci moltiplichiamo, interagiamo, soffriamo, accumuliamo beni e quant’altro…
ma riusciamo a guardare oltre quel limite imposto dai sensi?
Dimentichiamo spesso che il bene più prezioso è la nostra vita.
Lo sa bene l’uomo senza tempo, quello della strada, della foresta, delle montagne, del deserto…
egli sa vivere delle gioie della natura, sa osservare il cielo per gioire del suo azzurro e contemplare i colori del tramonto
per avvicinarsi all’infinito.

Vinny
            L'UOMO SENZA TEMPO

           Un uomo cammina
           su una strada affollata da auto, mentre
           tutto sfreccia e corre frenetico.
           Lui dondola il suo capo,
            guarda i monti, i pascoli, i fiori,
           alza gli occhi al cielo, vede gli uccelli
           ammira le nuvole, sente gli odori,
           si dirige qua e là attratto da questo e dall’altro fiore…
           … è l’uomo senza tempo…
          che ha rinunciato al rintocco delle lancette,
           vive dall’alba al tramonto e sogna,
           si nutre poco, di piccole gioie tanto presenti nella sua terra,
           ascolta il vento, il canto degli uccelli,
           il silenzio della sua solitudine…
            … è l’uomo senza tempo…
            che è invisibile perché gli altri lo ignorano,
           non riescono a vederlo perché i loro sguardi corrono diritti
          sempre su una strada scura…
            … è l’uomo senza tempo
          che vede la luce della sua vita.
           Vorrei poter annullare il tempo per…
           … mangiare quando ho veramente fame,
          ….sognare quando ho veramente sonno,
           ….svegliarmi quando i primi tiepidi raggi del sole mi scaldano
           le palpebre,ma soprattutto vorrei non poter dire più:
           «…Sono le sette… mi spiace devo andare….»,
            …«…Ci vediamo domani alle otto e cinquanta minuti…».
            Vorrei essere un uomo senza tempo




Il ponte giapponese, Claude Monet (1899)
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