Gori pagina 1
Personaggi
Nella poesia di Mario Gori, nella sua narrativa, vi è una forza di bene, un ideale di vita, un sogno delle cose e quando si leggono le sue liriche è come se entrassimo nel nostro cuore e l'ascoltassimo. La ragione umana, troppo spesso degradata, avvilita, trova nel poeta un motivo di riscatto dall'assassinio perpetrato per generazioni, dove odio e sangue sono stati impastati nel nome di falsi ideali ed assurde imprese. Mario Gori non ammetteva differenze di classi sociali, di razze; non ergeva, fra sé e gli altri, frontiere; non accettava la guerra in alcun modo; e in tutte le sue liriche sono rintracciabili questi assunti. Il primo volume, “Germogli”, è da considerarsi fondamentale, per l'interesse che potrà avere nello studio della sua formazione. In “Un garofano rosso” si riscontra il tormento dell'esistenza valutata in tutti i suoi aspetti, desideri di evasioni verso altre terre, di incontri con gli altri. Mario Gori parla dei continui sogni per uccidere la solitudine; dei cieli impossibili della sua infanzia; delle stelle da rubare; del mulinìo delle rondini; delle lunghe attese delle madri, degli uomini, dei vecchi e dei ragazzi rimasti nella morte con gli occhi aperti al cielo; dei paesi con i suoi angoli, con i cigolii delle ruote, con l'urlo dei cani nella notte e il canto dei carrettieri, e un garofano rosso sempre, ovunque, un fiore d'amore per il ricordo che si fa ricordo nell'atto stesso che viene vissuto. continua




