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Crescimone Vincenzo1
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VINCENZO CRESCIMONE

Ma, in opposizione al romanticismo, si faceva avanti il positivismo orgoglioso delle sue teorie scientifiche e dei suoi metodi rivoluzionari. Crescimone, pur apprezzando la scienza, si pone in posizione fortemente critica nei confronti del positivismo, difende la perenne validità della metafisica e pone al centro della sua speculazione il problema etico, cercando di costituire un sistema inattaccabile da parte degli stessi positivisti. Nel tentativo originale di fare opera di mediazione tra romanticismo e positivismo, a partire dall'etica, il Crescimone si rifà a due grandi autori: Schopenhauer, da cui attinge la cultura filosofica romantica e Spencer, da cui trae le istanze positivistiche, ma tradotte con canoni romantici. Il meraviglioso sviluppo che ebbe la linguistica alla fine dell'Ottocento, trovo nell'attento e sensibile Crescimone un'eco notevolissima. Dopo aver tratto dalla sua cultura romantica alcune premesse sulla realtà delle creazioni poetiche e letterarie, imposta la problematica linguistica con metodo analitico, secondo le nuove istanze positiviste. L'aspetto più ampio e in un certo senso più completo dell'attività del Crescimone è costituito dalla critica letteraria, sia per la vastità dei temi trattati, sia per l'attenzione che suscitano. I limiti e i pregi di questa vasta produzione, coincidono praticamente con i limiti e i pregi della critica letteraria romantica. E vero che anche in questa settore Crescimone sente l'influsso delle nuove correnti di critica storica, all'insegna delle nuove proposte positiviste, ma si può dire con certezza che nella critica letteraria egli e più chiaramente e decisamente romantico. Comincio a scrivere versi fin dall'età di otto anni. Romantico per temperamento e formazione culturale, ci ha lasciato non molti ma significativi componimenti poetici, scritti o dietro l'impulso di intensi sentimenti, o in occasioni di ricorrenze e su sollecitazione di familiari o di amici. La sua poesia riflette quindi il suo mondo interiore ed ha una prevalente valenza autobiografica.
«Nella novella d'inverno, scrive Vittorio Emanuele Masaracchio, vi e tutto l'uomo, con i suoi difetti, coi suoi pregi, coi suoi sentimenti dolci per la famiglia, per la società, per I'amicizia, per la donna dei suoi pensieri, vi e tutto I'uomo che dimostra profondo disprezzo per la turba, pel vizio, pel nemico odiato».
II volume Saggi critici e letterari costituisce la più ampia e curata raccolta di studi, perché poté essere riveduta dall'autore ancora in vita. Si tratta di un volume di notevole pregio ed interesse che raccoglie undici saggi su autori noti e meno noti che vanno dal Boccaccio ai contemporanei. II Carducci, che lo aveva ricevuto in dono dal Crescimone, lo ringrazio esprimendogli il suo apprezzamento in questi termini:
              « Caro signore, ho letto i suoi abbondanti saggi con piacere e con vantaggio».
Essi costituiscono una testimonianza dell'originalità di alcune sue posizioni, della vastità della preparazione e degli interessi del Crescimone, nonché della sua appassionata partecipazione alle problematiche culturali del tempo...continua la lettura

 


 

 

 

 
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