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Chiesetta Maria SS. dello Spasimo
Chiese e Musei











Chiesetta di Maria SS. ma dello Spasimo

«Visitavit chiesa della Madonna dello Spasimo extra menia»e rilevò La chiesetta è ubicata all’entrata meridionale orientale del paese, all’imbocco dello stradale che biforcandosi da una parte porta a Gela e dall’altra a Vittoria e chiude la convergenza delle vie Ponte Olivo e Popolo. Venne fondata nel 1885 con coltributo generoso e l’impegno attivo di diverse persone, come si legge nella lapide infissa nella parete destra della chiesetta:
D. O. M
I fondatori di questa cappella - che hanno contribuito coll’obolo e con l’operra sono
i signori - Amato sac. Salvatore - Agatina Rizzo ved. Malerba - Vacirca Antonino
       - Vacirca Giuseppe fu Salvatore - Gagliani Gaetano - Paoli Stefano - Votadoro Gaetano
- Pantuccio Gaetano - Zabbatino Mariano. Data di fondazione 1885.

Sembra, però, che una chiesetta, aperta al pubblico, dove si celebrava
una messa mattutina per i lavoratori che si recavano in campagna, ubicata nello stesso luogo e con la stessa denominazione esistesse già in epoca passata e che col tempo fosse crollata per incuria e deterioramento. Una testimonianza, certamente autorevole, ci viene fornita dalla relazione sulla sacra visita pastorale che il vescovo di Siracusa mons. Asdrubale Termine effettuò alla parrocchia di Niscemi il 18 ottobre 1700. In essa si dice testualmente:
«Visitavit chiesa della Madonna dello Spasimo extra menia»
e rilevò
«provvideatur de olio corporali et bireto ad missam».

Di chiese extra moenia, fuori cioè del centro abitato, che era allora delimitato dalle attuali via Salvatore Noto e Medico Margani, esistevano soltanto quelle della Madonna del Bosco a nord-ovest e della Madonna dello Spasimo a sud-est.
La facciata della chiesetta è molto semplice, ma armoniosa e movimentata, racchiusa dalle paraste laterali che contengono il portale centrale in pietra locale ben lavorata con arco a tutto sesto. Sulla cornice dei capitelli che si prolunga per tutta la larghezza della facciata è posto l’armonioso fastigio movimentato da linee curve e ben proporzionato in stile eclettico con due pilastrini laterali che sorreggono piccole piramidi quadrangolari; al centro è posto il campanile a vela fornito di una grande cella campanaria con eleganti raccordi barocchi che sostiene in alto una croce in ferro battuto. La pianta è leggermente rettangolare con una piccola abside semicircolare incorniciata da colonne e archivolto racchiudenti un altare molto semplice. Riceve una buona illuminazione dalle due finestre che si aprono nei muri di destra e di sinistra della navata. Il tetto a due spioventi laterali è costruito con travi, tavole e tegole in terracotta. L’interno si presenta nudo e disadorno, senza rilievi, affreschi, stucchi, altari ed ornamenti. La monotonia delle pareti è interrotta soltanto dalla presenza di una serie di quadri della via Crucis. La chiesetta era rimasta per lungo tempo trascurata e abbandonata, per cui si rendeva necessario un urgente lavoro di restauro. Nel 1980, don Giuseppe Giugno, col contributo generoso dei fedeli e degli abitanti del luogo, vi fece eseguire un buon lavoro di restauro nella struttura muraria, fece riparare la cicogna, il mozzo e la culatta della campana e la riaprì al pubblico con grande soddisfazione dei fedeli.

                                                                      Bibliografia
A. Marsiano, Gegrafia Antropica - Tipografia Lussografica - Caltanissetta -  pag.. 125
Scheda: Annamaria Giugno

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