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Chiesa san Francesco 2
Chiese e Musei

Il progetto venne redatto da un abile e competente frate francescano e i lavori iniziati immediatamente vennero completati nel 1737. Il convento venne denominato: Conventus sanctae Mariae virginis nemoris niximarum. È di forma leggermente rettangolare, misura m. 44 X 40, contiene all'interno un bello ed artistico chiostro quadrato di m. 24 per lato, con portici sorretti da colonne ioniche ed archi a tutto sesto e al centro un’elegante cisterna poligonale con pavimento in acciottolato sezionato da linee a raggiera. Il piano terra conteneva i locali adibiti a cantina, dispensa, legnaia, cucina e un ampio refettorio con la volta e le pareti ricche di buoni affreschi raffiguranti San Francesco, Santa Chiara, San Giovanni da Capistrano e il beato Matteo Gallo da Agrigento. Il piano elevato conteneva diciotto celle con la veduta esterna e dodici con finestre che guardavano nel chiostro. Accanto al convento, dalla parte di ponente, venne eretta la chiesa completata nel 1739, ad unica navata con pianta rettangolare allungata di m. 12 x 40, con sottostante cripta per la sepoltura dei cadaveri e tra la chiesa e il convento si costruì la torre campanaria in semplice stile barocco. Al limite del sagrato, dirimpetto la chiesa, per delimitare la giurisdizione religiosa dei frati francescani, venne innalzata una grande croce in resistente pietra conchifera delle cavi locali, posta sopra un ampio ed alto basamento, rastremato mediante ampie volute barocche. La chiesa riceve una buona illuminazione dalle finestre di levante e di ponente. Dietro la porta d’ingresso, sul soppalco, fu collocato il coro ligneo dotato di organo e leggio illuminato dalla finestra della facciata. La chiesa ha cinque altari. L’altare maggiore, in marmo policromo semplice e lineare ben lavorato, è dedicato alla Vergine Maria SS.ma del Bosco e sostituì un precedente altare in legno scolpito. I due altari di destra furono dedicati a Sant'Anna, con dipinto della santa che insegna la lettura a Maria Bambina, e a San Pasquale Bajlon. I due altari di sinistra furono dedicati al Santissimo Crocifisso e a San Francesco d’Assisi. Pregevole risulta la statua dell’immacolata scolpita a Napoli dallo scultore Arcangelo Testa nel 1855 e bellissima quella di San Francesco in legno scolpito a mano. La facciata ad impianto semplice è limitata dalle paraste laterali sorreggenti il timpano con al centro un ampio portale in pietra locale ben lavorata in stile barocco e al di sopra un’ampia finestra rettangolare. Nel 1740, portato a termine il complesso edilizio, vi si installarono dodici frati francescani riformati dell’ordine di San Francesco. In seguito all'entrata in vigore delle leggi eversive dei beni ecclesiastici e degli ordini religiosi, la chiesa, il convento e tutti i beni dei frati passarono al comune. La chiesa venne trascurata, abbandonata e a poco a poco è andata in rovina, mentre il convento venne adibito parte a carcere e parte ad ospedale. Sgombrato il carcere, tutto l’edificio venne adibito ad ospedale i cui restauri ed ampliamenti hanno finito per stravolgere la primitiva architettura, sovraccaricare pericolosamente la struttura muraria con eccessiva sopraelevazione, manomettere e rovinare gli elementi ornamentali che facevano parte della costruzione e in particolare gli affreschi settecenteschi. Oggi, grazie all'intervento del Comune, dell'assessorato ai BB.CC.AA., ASP Caltanissetta e Lions Club l'ex convento dei Frati Minori Francescani è stato restaurato ed adibito a Museo Civico.

                                                                                        Bibliografia
A. Marsiano, Gegrafia Antropica - Tipografia Lussografica - Caltanissetta -  pagg. 105,106,107.
Scheda: Annamaria Giugno

  

 






























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