Vai ai contenuti
Salta menù
Salta menù
Chiesa S. Giuseppe
Chiese e Musei
























  
      


Chiesa di San Giuseppe

La costruzione della chiesa, iniziata nel 1815, grazie alla contribuzione generosa di tutta la popolazione, con pietra e calce ricavate dalle cave locali, venne ultimata, benedetta e aperta al pubblico nel 1818, come risulta dalla lapide esposta nella stessa chiesa: Templum hoc - Divo Ioseph dicatum - populi semptibus anno 1818 exstructum - titolo ed jure parochialis ecclesiae - anno 1919 ditatum. Il culto di San Giuseppe, protettore degli orfani, delle ragazze e dei poveri, è molto diffuso nel nostro paese e sembra che sia stato introdotto fin dalla nascita del nostro comune, celebrato con particolare devozione e consuetudine. Ricorda Gaetano Maugeri che già nel 1790 era «un uso generalmente invalso in quel comune, e che si è continuato sinora, ...che nel dì onomastico dello sposo putativo della Vergine, quasi tutte le famiglie imbandivano mense nelle loro case... in onore del santo». Egli non parla dell’esistenza di una chiesa in quei tempi, ma sicuramente nello stesso luogo in cui oggi sorge la chiesa di San Giuseppe doveva esserci qualche cappella o edicola o tabernacolo dedicato al santo, come può rilevarsi chiaramente da diversi documenti del secolo XVIII. Attraverso i riveli del 1748 sappiamo che esisteva allora nel nostro centro abitato un quartiere che veniva denominato San Giuseppe, dove si era iniziato a costruire e comprendeva già quindici case. In un atto redatto dal notaio Giuseppe Pennino del 4 ottobre 1861 si fa riferimento ad una casa sotto tegole sita in via San Giuseppe perché pericolante. La facciata, molto semplice, ad un solo ordine, presenta una certa sobria eleganza, la superficie risulta armoniosamente scandita da quattro colonne piatte in leggero aggetto di stile corinzio che sorreggono la trabeazione e il finimento che racchiude in un lato un orologio e nell'altro una cella campanaria con al centro una croce in ferro battuto. Il 14 ottobre 1908 fu eretta a parrocchia succursale della Matrice, il 14 ottobre 1919 a parrocchia autonoma e il 1° dicembre 1948 ricevette il riconoscimento civile. La chiesa è ad una sola navata con pianta rettangolare, ben illuminata da cinque finestre di cui due sul lato destro e tre in quello sinistro; la copertura del tetto è costituita da una volta a botte con vele sulle finestre. Il soppalco dietro la porta d’entrata della chiesa sostiene un piccolo organo. Ha cinque altari. L’altare maggiore, separato dalla chiesa da due pilastri in muratura, molto semplice in marmo bianco e rosa, è dedicato a San Giuseppe e contiene la statua di San Giuseppe che tiene in mano Gesù Bambino, scolpito con una certa finezza artistica e morbidezza di linea. I due altari di destra sono dedicati a San Giovanni Maria Vianney, prima dedicato a San Sebastiano martire, in stile barocco ben lavorato con teste di angeli al centro e un medaglione a forma di M con corona e giglio; il secondo, dedicato all'Annunziata, è in marmo policromo intarsiato; mentre quelli di sinistra sono dedicati alla Madonna di Fatima, prima dedicato a San Giacomo apostolo, e al Cuore di Gesù, in marmo policromo di stile barocco. Gli altari sono inseriti in nicchie a volta sorrette da piedritti separate da colonne abbinate in stile corinzio che reggono una trabeazione a forte aggetto con cammino protetto da ringhiera in ferro. Al centro del soffitto vi è affrescato un quadro che rappresenta la Sacra Famiglia: San Giuseppe, la Madonna e Gesù nella bottega da falegname. Dietro la porta d’ingresso una scaletta porta al campanile, mentre un’altra sale alla torre dell’orologio. Nel 1932 venne effettuata una decorazione molto semplice di tutto l’interno, mentre i locali della sagrestia furono rimodernati, allargati e utilizzati per la costruzione della canonica, come si legge nella lapide esistente dentro la chiesa: Pontificiis expensis canonica domo donatur decoratur exornatur anno 1932. La chiesa era rimasta per lungo tempo trascurata, per cui si rendeva necessario un ampio e attento lavoro di ristrutturazione. Nel 1986, don Giuseppe Giugno, col contributo generoso di tutti i cittadini, vi fece eseguire diversi lavori di consolidamento della struttura muraria e la fece restaurare all'interno con un discutibile intervento di risistemazione degli altari, del pavimento e delle decorazioni....Continua






















Torna ai contenuti
Icona dell'applicazione
Spazioniscemi Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"