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Chiesa Maria SS. delle Grazie3
Chiese e Musei



Nella seconda invece possiamo leggere: D.O.M. - aedem hanc - B. Vergini Mariae Gratiarum dicatam - loco vetustissimae aediculae ìam collapsae - sac. Antonius lacona phil. et med. art. doctor - ad maiorem dei et deiparae gloriam - suis suorumque fratrum sumptibus - anno MDCCXXXIII extruxit - eiusque familia lacona - pietate nobilitate et baronali titulo illustris - patronatus iure adepto - mira pictura decoravit - praediis ditavit et reditibus - cultum religionemque aluit.
«A Dio Ottimo Massimo. Il sacerdote Antonio lacona, dottore in filosofia e medicina, a maggiore gloria di Dio e della Vergine Madre, con denaro suo e dei suoi fratelli costruì nell'anno 1733 questa chiesa, dedicata alla Beata Vergine Maria delle Grazie, nel luogo di una antichissima cappella già caduta. La sua famiglia lacona, illustre per nobiltà e titolo baronale, conseguito il diritto di patronato, la rifece adornandola di mirabili pitture, dotandola di rendite e restituendola così all'antico decoro». La facciata della chiesa, ricostruita su disegno dell'ingegnere Lucio lacona in pietra bianca di Comiso, artisticamente lavorata dallo scultore Biagio Pulichino, si presenta elegante, stabile, armoniosa, ben proporzionata, divisa in tre ordini sovrapposti dal toscano allo ionico e al corinzio, ma sul piedistallo del finimento manca tuttora la statua della Madonna delle Grazie, che non venne scolpita. La nicchia centrale del secondo ordine contiene la statua di San Gaetano, mentre il terzo ordine racchiude l'armonioso campanile composto di tre grandi celle campanarie. La chiesa, ad una sola navata con pianta rettangolare, risulta bene illuminata dalle finestre ed è coperta con volte a botte lunettata. Ha cinque altari: l'altare maggiore, in marmo policromo ben lavorato in stile barocco è dedicato a Maria Santissima delle Grazie, ha in alto un piccolo quadro con l'immagine di Maria che tiene il figlio in braccio racchiuso in un'ampia cornice barocca in marmo policromo e stucco; gli altari di destra, in marmo policromo ben lavorato con disegni barocchi, sono dedicati a San Luigi Gonzaga, prima dedicato a San Filippo Neri, e a San Gaetano Thiene, contenenti nicchie e statue; quelli di sinistra, in marmo policromo con disegni semplici e lineari, con sopra quadri dipinti ad olio, sono dedicati alla Sacra Famiglia, il dipinto, eseguito da un discepolo del Vaccaro di Caltagirone, sostituì nel 1902 quello della Madonna degli Angeli, e a Santa Lucia. Sul soppalco esistente sopra la porta d'entrata della chiesa vi è collocato un piccolo organo. Nelle due pareti della chiesa, prima degli altari, vi sono collocati due quadri dipinti dal pittore Giuseppe Barone nel 1947 che rappresentano Gesù fra i dottori e Gesù che scaccia i mercanti dal tempio. AI centro della volta in un grande ovale è stato dipinto un affresco raffigurante la Madonna in gloria incoronata da Gesù e San Giuseppe, mentre lo Spirito Santo in forma di colomba scende sul suo capo. Le quattro vele esistenti tra le finestre riportano affreschi con figure delle Sante Rosalia, Ninfa, Apollonia ed Agata. Tutti gli affreschi sono racchiusi in ricche cornici ed arabeschi barocchi in stucco.

Bibliografia
A.Marsiano, Geografia Antropica, pagg. 108,109,110,111,112
Scheda: Fernando Preti per spazioniscemi

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