Chiesa Maria SS. Addolorata
Chiese e Musei
CHIESA MARIA SS.ADDOLORATA
La chiesa venne costruita tra il 1752 ad il 1764 a spese della confraternita del SS.mo Crocifisso e della congregazione di Maria SS. ma Addolorata, nello stesso posto di una «Aedicula rusticana», gravemente danneggiata dal terremoto dell'11 gennaio 1963. La chiesa su progetto dell' Architetto Rosario Gagliardi, la cui presenza a Niscemi e documentata nell'anno 1751(1), venne costruita dall'esperto capomastro Silvestro Gugliara, seguace della maniera architettonica di Rosario Gagliardi. La chiesa è una pregevole opera di architettura barocca per la sobrietà e l'eleganza dell'impostazione generale e delle decorazioni interne. La chiesa é a pianta ottagonale allungata, quasi ellittica, modellata all'esterno dall'elegante facciata convessa nella zona centrale, che presenta un raffinato gioco di membrature in pietra scura, messo in risalto dal contrasto dell' intonaco chiaro della parete di fondo. L’interno centrico svolge lo spazio ininterrottamente con sottili vibrazioni chiaroscurali. Tutti gli aggetti e le rientranze delle pareti sono contenuti entro limiti perfettamente misurati, sia per i vani absidali, sia per gli elementi architettonici. La volta a crociera composta è costituita da un sapiente intrecciarsi di curve su cui si innestano le lesena interne che terminano in un pannello centrale di forma quasi rettangolare. La chiesa dotata di tre altari mirabilmente scolpiti nel 1764 da Domenico Viola di Catania con disegni barocchi ed in marmi policromi rari e pregiati. L’altare maggiore è dedicato al SS.mo Crocifisso e alla Vergine Addolorata. Esso venne completato e abbellito nel 1797 dallo scultore Giuseppe Orlando di Catania occupando tutta la superficie semicircolare dell’abside con due belle colonne in marmo policromo pregiato portanti artistici capitelli corinzi, che sostengono l’architrave, il fregio e su questo il finimento. Ai due lati, sulla cornice del fregio, sono collocate due artistiche statue in marmo bianco, a grandezza naturale, che simboleggiano la carità e il martirio e in alto, circondato da angeli, tra nuvole e raggi di sole, un grande bassorilievo del Cristo benedicente. Le decorazioni della chiesa vennero eseguite nel 1760 da Francesco Sajola di Catania, mentre il pittore Gasperino Vizzini ne affrescò la volta con un grande quadro simbolico dove sono raffigurati Gesù Cristo, la Madonna e San Giovanni Evangelista, artisticamente racchiuso in una cornice a stucco, con decorazioni di angeli a rilievo. Ignoti risultano gli autori dei quadri della Madonna della Mercede, di San Filippo Neri, dell’Addolorata e del Cristo morto. La chiesa è una pregevole opera di architettura barocca per la sobrietà, l’eleganza dell’impostazione generale e delle decorazioni interne. La piccola chiesa è a pianta ottagonale allungata, quasi ellittica, modellata all'esterno dall'elegante facciata convessa nella zona centrale, che presenta un raffinato gioco di membrature in pietra scura, messo in risalto dal contrasto dell’intonaco chiaro della parete di fondo. La facciata è suddivisa in tre parti da quattro lesene in pietra locale lavorata in stile composito che ne mettono in risalto la concavità della parete. La superficie centrale risulta elegantemente modellata dalle sculture del portale d’ingresso artisticamente decorato con colonne piatte a leggero aggetto e dagli intagli decorativi che adornano il finestrone posto in simmetria con col portale. Il frontone del coronamento leggermente ricurvo è diviso dall'ordine inferiore dal cornicione lievemente aggettante che segue la convessità della superficie muraria. Su di essa è posta la cella campanaria a tre luci con lesene in stile ionico dal disegno fluido ed elegante su cui poggia il raffinato finimento con un’artistica croce di ferro battuto. Le campane della chiesa furono fuse nel 1760 a Niscemi dai fonditori palermitani Giuseppe Milazzo e Onofrio Di Marco. Quella di centro venne dedicata a Maria Santissima Addolorata, quella di destra al Santissimo Crocifisso e quella di sinistra San Filippo Neri e la più piccola a San Giuseppe. L’illuminazione è affidata agli occhi che si aprono sotto la volta e al finestrone centrale. La chiesa accoglie sotto il pavimento una cripta sotterranea con un altare, gli essiccatoi, gli ossai e le sepolture per i frati e le consorelle. Nella cappella dell’altare maggiore si conserva un pregevole Crocifisso di palmi sette, simile a quello esistente nella chiesa del Santissimo salvatore di Licata, scolpito in legno di cipresso, artistico, espressivo e di eccellente fattura, opera dello scultore Antonino La Verde di Licata eseguito nel 1760. Sopra il soppalco del portone d’entrata si costruì la cantoria dove venne collocato un organo di ottima fattura, opera di Giacomo Andronico di Palermo eseguito nel 1767. La chiesa venne consacrata il 10 giugno del 1764 dal vescovo di Siracusa mons. Giuseppe Antonio De Requensens e dedicata alla Vergine Addolorata e a Gesù Crocifisso.
Fonti e bibliografia.: Angelo Marsiano, Geografia Antropica,pagg. 97-101, Tipografia Lussografica Caltanissette;
(1) Donatella Germanò, Rosario Gagliardi architetto siciliano del '700, Roma 1985, pp.130s., 158-162;
Luigi Di Blasi e Francesco Genovesi, Rosario Gagliardi "architetto dell'ingegnosa città di Noto"Catania 1972 pag. 59.
Scheda grafica e ricerche realizzate da Annamaria Giugno & Fernando Preti per spazioniscemi.

















