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Chiesa di S.Giuseppe di Attanasio
Chiese e Musei
Il tetto a due spioventi laterali è costruito con travi, tavole e tegole in terracotta e sorregge sul lato sinistro una lunga cella campanaria. L'interno, ad una sola navata, ha forma rettangolare, è nudo e disadorno ed ha un solo altare molto semplice con il basamento in terracotta di Caltagirone artisticamente modellata con disegni floreali in bassorilievo. (1) Per la costruzione della chiesa San Giuseppe di Tanazzo venne utilizzato materiale edile ricavato dalla zona e messo a disposizione da persone in possesso di cave di pietra locale. Promotore dei lavori fu il Dr. Salvatore Ragusa, da notizie ricavate da studi fatti dal prof. A. Marsiano è detto pure che il disegno fu approntato dal perito agrimensore Salvatore Alma. La chiesa aperta al culto, fu utilizzata solamente in occasione del periodo di villeggiatura che si concludeva con una solenne festa curata dalla gente che trascorreva in campagna l'ultimo mese estivo prima della raccolta delle olive e prima dell'inizio dell'anno scolastico. La chiesa, non essendo dotata di sacrestia è priva di arredi e suppellettili liturgiche. Negli anni 60, per interessamento del sig. Giacomo Balistreri, essa fu dotata di una piccola campana reperita da un vecchio casale abbandonato e collocata sopra una piccola e rudimentale torre campanaria, già preesistente. Il signor Balistreri si adoperò per rifare il tetto della chiesa e ne curò il decoro fino al suo decesso. Alla fine degli anni 70 per interessamento dell'ins. Maria Russo e del sig. Balistreri l'altare fu dotato, in sostituzione di un vecchio quadro, di una artistica statua in resina di San Giuseppe. Di notevole pregio al suo interno, spoglio e privo di stucchi, si trova un artistico e quanto mai pregiato altare barocco in terracotta, di piccole proporzioni, ma di ottima fattura, attribuito da esperti ceramisti calatini (bottega Nanzino) alla scuola dei fratelli Velia che operarono in Caltagirone tra la fine del 800 e gli inizi del 900, essi chiusero la loro attività negli anni 30. Nel passato si presero cura della pulizia e decoro della chiesetta alcune famiglie che avevano la casa in campagna e vi risiedevano nel periodo estivo; viene citato nella relazione del parroco Tizza il signor Salvatore Saita. Dagli anni 80 in poi la cura della chiesa appartenente alla Parrocchia Sacro Cuore, come cappellano Don Pasquale Buscemi, venne affidata al gruppo scout della parrocchia Purgatorio che l'ha aperta al culto intensificandone le attività soprattutto in occasione della festività di San Giuseppe e nel periodo estivo.

Relazione d’accompagno al progetto di manutenzione straordinaria e restauro della Chiesa di “San Giusippuzzu ri Tanazzu” redatto dall’Arch. Valeria Spadaro.
(1) Angelo Marsiano. Geografia antropica pagg. 126 e127.
Scheda grafica e impaginazione: Fernando Preti per spazioniscemi © riproduzione riservata
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