Chiesa delle Sante Croci pagina 3
Chiese e Musei
Continua ancora per qualche tempo il Sodalizio. Nel 1883 una certa Rosaria Carrabba lasciò i suoi beni, terre e case, al detto Sodalizio, fondando una cappellania di Messe che ancora si celebrano in quella Chiesa. Ma da alcuni anni in qua, anche quel Sodalizio è scomparso. Anche le terre impegnate dalla Signora Grazia Mendolone per la fondazione della cappellania, verso il 1936 furono vendute, e il ricavato fu convertito in Titoli di Rendita e con gli interessi si continuano a celebrare le Messe. La famiglia Malerba ritenne sempre il diritto di amministrare i beni di quella chiesa; ma non domandò mai, né ebbe il diritto di Patronato. Ora la chiesa e tutti i suoi beni sono amministrati dal Rettore; e fu questi che fece costruire il nuovo pavimento di cemento nel 1938. La chiesa ha tre altari. L’altare maggiore è dedicato al SS.mo Crocifisso; quello alla sua destra è dedicato a S. Alfonso de' Liguori; quello a sinistra sebbene sia stato dedicato nel 1888 alla Madonna del Buon Consiglio (1) pure è servito solo al culto di S. Filomena. Questi due altari furono destinati al culto di tali santi solo nell'ultimo quarantennio del sec. XIX. (2)
La chiesa a unica navata di semplice fattura, con facciata rettangolare e sovrastante cella campanaria a cavaliere. Il prospetto era rimarcato da due semplici lesene agli angoli; il portale ad arco ribassato con le sue semplici modanature lineari e il finestrone sono gli unici elementi rimarchevoli della facciata. La Chiesa rappresentava il secondo elemento di fondale dell'asse di via Regina Margherita che termina nella facciata barocca della Chiesa Madre. All'interno sull'altare centrale era posto un crocifisso di legno di pregevole fattura, con la testa ed il perizoma rivolti verso destra. L'opera di autore ignoto, di cm. 170 x cm. 60, può farsi risalire alla fine del '700. Ai piedi del crocifisso è inginocchiata la Madonna in orazione. La statua è in legno, di cm. 120 x 60 di autore ignoto databile fine XVIII secolo. Sull'altare sinistro era posta la statua in legno di Santa Rita che tiene in mano un crocifisso, di cm. 160 x 60, risalente ai primi del '900 e sull'altare di destra la statua in legno, di autore ignoto, risalente alla fine del '700, di cm 180 x 60, raffigurante Sant'Alfonso Maria de’ Liguori, che tiene con la mano sinistra un crocifisso e con la mano destra addita lo stesso, nella sacrestia era collocato un lavabo in marmo scolpito, lavorato finemente nel quale oltre la pila si erge un ciborio, alla cui sommità è collocato un crocifisso. L'opera di autore ignoto risale al 1880. (3)
(2) Canonico Rosario Disca - Niscemi e il suo territorio – Memorie storiche – A cura di Antonio Rizzo –Libreria Editrice Gb. Randazzo di Ugo –Gela pagg.163-164-165.
(3) Progetto speciale L.285/78 – Catalogazione Beni Culturali.
Scheda e approfondimenti: Fernando Preti
(3) Progetto speciale L.285/78 – Catalogazione Beni Culturali.
Scheda e approfondimenti: Fernando Preti





