Chiesa del Sacro Cuore
Chiese e Musei
Chiesa del Sacro Cuore
A partire dal 1955 l’ampliamento del tessuto urbano si svolge in maniera frenetica e disordinata spinto soltanto dalle pressanti necessità di potere realizzare la costruzione di una casa di abitazione o di investire i capitali che gli emigranti avevano accumulato con il loro lavoro, senza tenere conto di leggi e di regolamenti. L’abusivismo continua imperterrito in direzione est e nord-est nelle contrade Macello, Poggio Matrice, Sperlinga, Fico Scibona senza rispettare le aree necessarie per i servizi sociali. La parrocchia della chiesa del Purgatorio si venne a trovare così con un eccessivo numero di popolazione e con la preoccupazione di restare decentrata rispetto al rapido ampliarsi del perimetro urbano. Il parroco della zona, sac. Luciano Tizza, si interessò a dare un adeguato servizio religioso alla nuova area di espansione urbanistica e decise di comprare, con atto notaio Giacomo Gagliani del 30 luglio 1964, un pezzo di terra esteso mq. 1.193 nel fondo denominato Poggio Matrice, alla periferia nord-est del paese in posizione dominante. L’acquisto, scrive il Marsiano, fu possibile per la generosità delle sorelle Marianna e Agata Maddalena Ragusa le quali per testamento donarono la loro eredità, con l’obbligo di realizzare qualche opera di bene in Niscemi, alle figlie di Maria Ausiliatrice, le quali passarono il lascito al vescovo di Piazza Armerina, che, a sua volta, destinò la somma ricavata all'acquisto dell’area edificabile della chiesa parrocchiale Sacro Cuore. Di tutt'altro avviso e meno idilliaca e quella riportata dal D'Alessandro nel suo libro Niscemi tra cronaca e storia II volume. Il D'Alessandro scrive: "La storia di questa chiesa è alquanto singolare e per ben comprenderla bisogna fare un passo indietro nel tempo. Siamo nel 1935, quando muore il canonico Giacomo Ragusa. Era stato parroco della parrocchia del Purgatorio, ma inspiegabilmente si era dimesso. Quando vennero celebrati i suoi funerali (19.3.1935) le due sorelle nubili non vollero che a partecipare al rito funebre fosse il nuovo parroco del Purgatorio, don Vito Falcone, ma la ferma reazione del vescovo di Piazza Armerina, Mario Sturzo, fece sì che i desideri di Maddalena e Marianna non fossero esauditi. E così le due - per ritorsione - lasciarono tutti i loro beni alle Suore di Maria Santissima Ausiliatrice di Catania. Ma qui subentra un colpo di scena: la Santa Sede impone alle monache catanesi di donare quanto ricevuto alla diocesi di Piazza Armerina (vescovo mons. Catarella) che col ricavato della vendita acquistò il terreno sul quale sorgerà la Chiesa del Sacro Cuore." Il progetto della chiesa venne redatto dall'architetto Gaetano Averna nel settembre del 1967 e i lavori della struttura, finanziati dal ministero dei lavori pubblici, furono iniziati il 21 novembre 1968 e completati alla fine di agosto del 1969. I successivi lavori di rifinitura, finanziati dallo stesso ministero, vennero eseguiti nel breve tempo che va dal 1° febbraio al 31 giugno 1981. Il centro parrocchiale non molto ampio comprende la chiesa, i locali del ministero pastorale, la canonica e il salone parrocchiale, mentre il campanile, non ancora realizzato, venne previsto staccato dalla fabbrica ed isolato all'estremità del sagrato. Tutto il complesso risulta bene isolato perché rientrato dal confine delle strade che lo circondano. L’architettura della chiesa di stile moderno con forma centrale ottagonale appare monumentale, essa rispecchia l’ultimo stadio delle forme tradizionali nella dinamica del loro adeguamento alle nuove strutture ed evidenzia il gioco costruttivo nella serenità formale della simmetria e dell’equilibrio. L’edificio è stato realizzato con intelaiatura portante in cemento armato e maglie in blocchi squadrati di tufo arenario. Caratteristica è la cupola a forma di tenda in cui le cordonature partono da sedici angoli formando spicchi triangolari che si riuniscono al centro del soffitto, dove costituiscono la base di una piramide sormontata esternamente da una croce che sovrasta il globo. La chiesa ha uno schema planimetrico centrale ottagonale con la superficie razionalmente distribuita e sfruttata nei minimi particolari. Il presbiterio su piano rialzato contiene l’altare maggiore, due amboni ai lati estremi, un piccolo altare eucaristico a sinistra e un altare del calendario a destra per la celebrazione delle varie ricorrenze religiose. All'entrata della chiesa, con ingresso proprio, sono stati realizzati gli ambienti per il battistero e i confessionali separati dal resto dell’aula. La chiesa del Sacro Cuore era stata eretta a parrocchia autonoma dal vescovo di Piazza Armerina, mons. Antonino Catarella, con decreto dell’8 marzo 1965, quando ancora non esisteva, e successivamente ottenne il riconoscimento civile, con decreto del Presidente della Repubblica dell’11 luglio 1967. La parrocchia funzionò provvisoriamente in diverse case private prese in affitto, fino a quando si trasferì, in data 21 giugno 1969, nei locali appositamente costruiti, anche se ancora privi di rifiniture, con una solenne cerimonia presieduta dal vescovo e con la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose e il concorso della popolazione.
Bibliografia
A. Marsiano, Gegrafia Antropica - Tipografia Lussografica - Caltanissetta - pag. 124.
G.D'Alessandro-Niscemi tra cronaca e storia - Dal secondo dopoguerra all'assassinio del Mago di Tobruk- Volume II-tipografia Yucanprint-Dic 2021-pagg. 94 e 95
Scheda: Fernando Preti