Camiolo Arcangelo1
Personaggi
Dopo un accurato ed attento studio sulla natura fisica ed estetica dei suoni, pubblicò a Torino nel 1873 il saggio, Coristi fenometrici per la precisione del temperamento armonico. Nel 1878, trovandosi a Parigi ormai studioso noto ed apprezzato, pubblicò in francese l’opuscolo Esthetique musicale. Essai sur les lois psychologiques de l’intonation et de l’harmonie, expliquées par les comparaisons des mouvementes et des rhytmes vibratoires. Paris, Heugel et fils, Editerus. Il libro venne accolto con entusiasmo da diversi cultori di scienza dei suoni come il Gamucci, il Crotti, il Galli ed altri. Giudizi lusinghieri vennero pubblicati nelle riviste specializzate Boccherini e Teatro illustrato giudicando il testo eminentemente scientifico. Il volume venne ristampato lo stesso anno col medesimo titolo a Parigi dalla Imprimerie istantanee de E. Perreau. Il contenuto del testo venne elaborato ed ampliato non poche volte nel corso degli anni successivi e gli argomenti furono trattati con maggiore approfondimento e con ulteriore dottrina e documentazione, ma lo scritto rimase inedito per cui, dopo la sua morte, la famiglia provvide a farlo pubblicare presso la tipografia dell’Ospizio di beneficenza di Caltanissetta nel 1913. Nel 1894 pubblicò un altro opuscolo dal titolo II Ritmo vibratorio, principio scientifico nei rapporti dei suoni musicali, che attirò l’attenzione di insigni studiosi di musica, matematici, filosofi e scienziati. Non poche furono le lodi che riscosse in Italia e all'estero da parte di illustri scienziati. Luigi Torchi in diversi numero della Rivista musicale di Torino dei fratelli Bocca, scrive sull'opera del Camiolo, che loda e pone al di sopra di opere consimili di scrittori stranieri, portoghesi e tedeschi, innanzi ai quali ritiene che il Camiolo conserva il primato nel suo preferibile sistema di ricerche scientifiche. B. Gamucci mette in rilievo che le opere del Camiolo sono scritte con molto talento e che le conclusioni a cui egli arriva sono il risultato di studi severi più assidui dell’ordinario. Il Chiesotti afferma che l’opera del Camiolo è «ricca di idee originali, di osservazioni acute, di dati importanti, che non si trovano in nessun trattato di acustica e dove tutto è splendido, tutto è magnifico». Il Camiolo riteneva che la musica dovesse essere considerata come un’arte psicologica indipendente dal rapporto matematico delle vibrazioni, rapporto che si credeva estraneo e contrario alle proprietà metafisiche ed estetiche dell’intonazione e dell’armonia. Era ancora in vita allora la controversia intorno alla sussistenza della matematica nelle vibrazioni per causa del temperamento pratico nei suoni degli strumenti a tasti, ove l’intervallo inesatto, omologo, ci produce egualmente l’effetto consonante o dissonante, o l’effetto ora di una dissonanza ed ora di un’altra dissonanza diversa. Il Camiolo sosteneva che l’ignoranza che reggeva la tonalità, le consonanze, gli accordi, ecc., proveniva dalla dimenticanza di un principio esatto nel quale si basava tutta la musica, cioè l’intervallo pratico. Si deve cercare la causa principale di tutte le controversie tra i musicisti e i teorici, nella confusione che si è fatta, spesso, di questi due tipi di intervalli, tanto nell'uso generale del loro termine, quanto nell'effetto differente di percezione estetica. È necessario risolvere le questioni relative agli intervalli per definire le basi delle ricerche scientifiche rimaste così a lungo nelle tenebre. ...continua

